Chi siamo

Il nome dell’azienda - Di Barrò - nel dialetto locale significa letteralmente “dai barili/dei barili” e fa riferimento a dei barilotti di legno dalla forma caratteristica, appartenenti alla tradizione valdostana.

Un simbolo strettamente legato alla storia e agli usi e ai costumi del territorio ma anche, più semplicemente, un simbolo della cantina stessa.
Il termine barrò, infatti, riassume le origini dell’azienda poiché costituisce un acronimo delle prime lettere dei cognomi BARmaz e ROssan, ex proprietari nonché suoceri dell’attuale titolare che, negli anni ’60, proseguirono la coltivazione dei vigneti di famiglia e furono tra i primi a fregiarsi del riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata Valle d’Aosta Torrette.

Rilevata da Elvira e Andrea nel 1999, l’azienda avvia un percorso di ampliamento della superficie vitata, della produzione e della cantina stessa. Château Feuillet diventa così la nuova sede operativa.
L’azienda ha vissuto - e sta ancora vivendo sotto la guida di Andrea ed Elvira - un secondo cambio generazionale. Matteo e Francesca hanno infatti ereditato la passione di famiglia con il desiderio portare avanti il percorso intrapreso dai genitori.

Tutti i vigneti si trovano sul versante esposto a sud della Valle d’Aosta, nei comuni di Saint-Pierre, Villeneuve e Sarre, a un’altitudine compresa tra 600 e 900 metri.
Le diverse attività nei vigneti vengono svolte manualmente, nel rispetto del disciplinare del Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata (SQNPI).






L’ampia gamma dei vini prodotti vede come protagonisti i vitigni autoctoni quali il Petit Rouge, il Fumin ed il Mayolet, lasciando comunque spazio anche a diverse varietà internazionali.



La Cantina Di Barrò gestisce autonomamente e ormai da tre generazioni tutta la filiera: dall’impianto dei vigneti alla commercializzazione del vino.

A partire dal mese di marzo 2022, la Cantina Di Barrò è entrata a far parte del Consorzio Vini Valle d’Aosta. L’azienda ha sempre aderito a ogni proposta di associazionismo a partire dagli anni Settanta.








